La luce e il calore di una carità
rivolta ai bisognosi di tutto il mondo
ROGER LABERGE s.v.
(Osservatore Romano- in occasione del 150esimo anniversario di fondazione dell’Istituto)
I Religiosi di San Vincenzo de' Paoli sono stati fondati il 3 marzo 1845 a Parigi sotto la guida di Jean-Léon Le Prevost. Quest'ultimo fu tra i primi membri delle Conferenze di San Vincenzo de' Paoli. A poco a poco scoprì il santo della Carità e i poveri. illuminato dal suo santo Patrono si mise al servizio dei poveri con opere di misericordia. Ma si accorse che «le opere nascono a centinaie ogni anno e vanno avanti così, secondo le aspettative; ma l'opera essenziale e primaria sarebbe di formare ed unire in un'associazione forte e stabile operai dediti che sostengono e attivano tutte queste opere, per ora precarie, perché mancano gli appoggi stabili, uomini liberi dagli impegni e interessi del mondo, che possano non prestarsi, ma darsi, abbandonarsi interamente».
Ed ecco che un giorno...
«Come meditavo un giorno ai piedi dell'urna di San Vincenzo de' Paoli e gli domandavo come far ricuperare la fede alle popolazioni povere, ebbi, non una rivelazione, ma una forte ispirazione della formazione della nostra Comunità».
Le Prevost voleva radunare apostoli per consegnarli al Signore e ai poveri: «l'importante non è essere numerosi per iniziare l'opera; due o tre anime veramente solide e dedite basterebbero, se esse sentissero dentro il cuore la voce interiore che le chiama, e alla quale non si resiste; se fossero animate dallo spirito di sacrificio e di rinuncia per lasciare tutto e consegnarsi a Gesù Cristo, senza rimpianto, senza preoccupazioni, con amore e totale abbandono».
All'inizio vennero alcuni laici; poi ecclesiastici. I nuovi religiosi volevano, come indicano le prime redazioni del Regolamento, «formare Gesù Cristo in noi e attirare il mondo a Lui per mezzo delle nostre opere».
Il Regolamento della Comunità dice: «I Fratelli di S. Vincenzo de' Paoli lavoreranno per la salvezza di tutte le anime, prezzo del Sangue di Gesù Cristo. Il loro zelo e le loro preghiere le abbracceranno tutte, ma le loro opere saranno in modo più particolare consacrate alle classi operaie o povere; risollevarle, consolarle, istruirle, assicurare la loro vita nel lavoro e nella fede, sembra essere la principale missione affidata a loro dal Signore... In questo genere di opere non si fermano esclusivamente a nessuna forma di carità, lasciando alla Provvidenza il compito di impegnarli a suo piacimento secondo i bisogni del tempo».
Nel corso della sua storia la Congregazione R S.V. ha servito il Signore, la Chiesa e il prossimo in diverse forme di povertà; vogliamo raggruppare adesso queste «opere», che non sono «nostre», ma nelle quali portiamo stabilità, dinamismo, semplicità e il carisma apostolico dei discepoli di Jean-Léon Le Prevost.
La prima opera fu «il tirocinio per i giovani operai che vengono collocati presso padroni onesti dove sono assistiti», opera chiamata Patronato degli apprendisti. In seguito i religiosi hanno aggiunto gli orfanotrofi - un bisogno nato dalle guerre -. Più tardi vennero le associazioni e circoli per giovani operai; poi le «case di famiglia» ed i «focolari» o convitti. Patronati oppure Oratori si sono trasformati in luoghi di formazione umana e cristiana durante il tempo libero degli studenti e dei giovani operai.
Prima di entrare a far parte dell'Istituto Le Prevost aveva creato l'opera della «Santa Famiglia» o pia associazione delle famiglie, con preghiera, prediche, conferenze e parte ricreativa. Questi incontri hanno conosciuto grande successo a Parigi e nelle altre città dell'Istituto.
Alcuni religiosi si sono fatti questuanti per sostenere le opere esistenti. Sono venute alla luce le biblioteche «popolari», la «cassa di risparmio» per poter pagare l'affitto mensile o imparare a gestire meglio i pochi beni di cui dispongono i poveri.
Per rispondere ai bisogni pastorali i Religiosi di S. Vincenzo hanno offerto alle parrocchie «cappelle di soccorso» o il servizio domenicale; in alcuni casi hanno assicurato l'intero servizio parrocchiale, con l'apporto benefico dei religiosi laici, e ancora l'accoglienza pastorale nei Centri commerciali.
Lo zelo ha portato alcuni alla catechesi in preparazione alla Prima Comunione per i ritardatari, sia giovani che adulti, alla catechesi per il Sacramento della Cresima o del Matrimonio. Altri si sono impegnati nelle missioni parrocchiali o negli Esercizi spirituali a beneficio dei giovani, aprendo, secondo la necessità, case speciali per Esercizi. Un'assistenza è stata data ai Movimenti di Azione cattolica.
I religiosi furono disponibili durante le guerre per il servizio pastorale dei soldatio come assistenti infermieri. Nei tempi di pace c'è stata l'assistenza di cappellani e la direzione di «Circoli» militari.
Un'attenzione è stata riservata alla visita dei carcerati, tra cui gli abbandonati, i senza famiglia. Si è pensato agli ex detenuti, accogliendoli nei centri adatti, dando loro una formazione a un mestiere o un lavoro in una cooperativa, ecc.. di modo che possano inserirsi più facilmente nella società.
Fin dall'inizio della Congregazione i religiosi hanno mantenuto una «missione» tedesca e una italiana, in un ambiente francofono. Esiste da qualche anno una iniziativa: la «festa delle nazioni», che raduna tutte le persone di diverse nazionalità e la nazione locale, per conoscere meglio l'altro, migliorare i rapporti e celebrare l'Epifania e la Pentecoste...
Non si è trascurato il servizio dei malati, con la visita a scopo morale o pastorale; ricordiamo l'assistenza puntuale durante le guerre.
Non bisogna dimenticare l'impegno presso i giovani o adulti nella promozione delle vocazioni religiose, sacerdotali o dei laici.
Sia il Cristo annunciato in tutti i modi: tale è il motto che i Religiosi di San Vincenzo de' Paoli debbono vivere nella carità, nell'umiltà e nella semplicità, alla maniera del santo Patrono, Vincenzo de' Paoli e del Fondatore, Jean-Léon Le Prevost. I discepoli rimangono attenti alle nuove forme di povertà, «lasciando alla Provvidenza il compito di impiegarli a suo gradimento, secondo le necessità del tempo». .
II fondatore diceva: «E la carità che suscita e risveglia le anime intorno a noi, le spinge e le riunisce... non rimane lungo la strada; una volta accesa, bisogna che si diffonda, brilli e porti lontano il suo calore...».
È cosi che questa carità si è sparsa da Parigi in tutta la Francia, poi nel Belgio (1870-1963) in Inghilterra (18801882) in Irlanda (1882-1895) nel Canada (1884) in Italia, nella Diocesi di Roma (1893- …) e di Sabina (1899-1995), in Svizzera (1928-1940), nel Burkina Faso (1955) nel Brasile del Sud (1958), nella Costa d'Avorio (1968), nel Nordeste del Brasile (1984), infine nella R. D. Congo (1985).
Possano i Religiosi di San Vincenzo essere fedeli alla loro bella missione!